Abbazzia di sant’Antonio di Ranverso

ranverso_facciataUn nuvoloso sabato mattina, io e il mio ragazzo abbiamo deciso di prendere l’auto e avventurarci nella visita dei musei situati  nei dintorni di torino.  La direzione era avigliana, visto che sembrava l’unico posto coperto da nuvole grigiochiaro con qualche  piccolo spiraglio di sole.

Ed è così che abbiamo scelto a caso L’abbazzia di Sant’Antonio di Ranverso.

La strada per raggiungerla è davvero complicata, non ci sono segnaletiche se non all’ultimo km, ma se siete già riusciti a imboccare la piccola stradina tortuosa che finisce esattamente nel cortile dell’abbazia non avrete più bisogno del piccolo cartello che vi indica che siete sulla retta via. Comunque dopo parecchi cambi di percorso siamo riusciti ad arrivare alla piccola abbazzia che, avvolta in nel grigiore, sembrava situata in una valle incantata.

La facciata, preceduta da uno stretto sagrato, è rivolta ad ovest, come voleva la tradizione cristiana, in modo che durante la celebrazione l’officiante fosse sempre rivolto verso Gerusalemme. Realizzata negli ultimi decenni del XV secolo, è un tipico esempio di arte gotica: i tre portali sono sormontati da tre alte ghimberghe formate da fasce di formelle in cotto e terminanti con pinnacoli.  Nel Settecento, sotto la punta della ghimberga centrale, viene aggiunto lo stemma di Vittorio Amedeo II di Savoia, simbolo del suo patronato.

Entrati la chiesa si presenta suddivisa in tre navate irregolari con volte a crociera. Al suo interno, sulle pareti del presbiterio e della sacrestia, è possibile ammirare i pregevoli affreschi dello Jaquerio, risalenti al XV secolo, tra cui mi ha affascinata tantisimo “La salita al calvario”. Sull’altare è da ammirare il grande polittico del Defendente Ferrari, realizzato nel 1531 su commissione della comunità di Moncalieri.

E’ molto utile il fatto che all’interno della chiesa siano dislocate delle audioguide gratuite che descrivono gli affreschi e l’architettura della chiesa. Soprattutto perchè permettono il fatto che anche un visitatore ignorante riguardo all’arte gotica, possa apprezzare i pregi di questa piccola abbazzia.

Un tempo c’era anche un ospedale in cui venivano curati i malati di peste, ma di questa struttura è rimasta solo più la facciata.

Visita carina che potrebbe meritare soprattutto se siete in zona. di sicuro domandate  auno del posto la strada altrimenti vi perderete di sicuro causa la scarissima anzi, quasi nulla segnaletica!

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